Tipologie di acqua minerale: come orientarsi nella scelta

Autore immagine: M.R.- Pubblicata sul portale obiettivofitness.com il: 08/11/2015. Immagine coperta dai diritti d’autore. Copyright Obiettivofitness.com

Vengono considerate acque minerali le acque con origine da falde o giacimento sotterraneo, provenienti da una o più sorgenti naturali o perforate, con particolari caratteristiche igieniche ed eventualmente proprietà favorevoli alla salute. Si distinguono dalle comuni acque potabili per la purezza, per il tenore in minerali, per la presenza di oligoelementi e loro particolari effetti; devono essere pure microbiologicamente alla sorgente senza contenere alcun inquinante chimico antropogenico e mantenendo entro certi limiti di concentrazione alcuni costituenti chimici naturali.

Residuo fisso
Il residuo fisso è un parametro chimico che corrisponde all’insieme di sostanze prevalentemente inorganiche che permangono dopo l’evaporazione completa in un litro di acqua. Si ottiene facendo evaporare l’acqua a 100 °C, con successiva essicazione a 180 °C.
Il suo valore viene riportato in milligrammi/litro; il limite superiore è 1500 mg/L.

Il residuo fisso costituisce, pertanto, un paramentro di notevole importanza poiché consente di scegliere le acque in base alle varie esigenze.

A seconda della quantità di residuo fisso, l’acqua può essere classificata in varie categorie:

Acqua minimamente mineralizzata Il residuo fisso non è superiore a 50mg/l.
Si tratta di un’acqua “leggera” che stimola la diuresi ed è particolarmente indicata per la ricostituzione di latte in polvere ed alimenti per l’infanzia.
Acqua oligominerale o leggermente minerale Il residuo fisso è compreso tra i 50mg/l ed i 500mg/l.
Si tratta di un’acqua che favorisce la diuresi, povera di sodio e quindi può essere indicata nei casi di ipertensione.
Acqua mediamente minerale Il residuo fisso è compreso tra 500-1500mg/l.
Si tratta di un’acqua utile in estate o durante la pratica di attività sportive, perché consente di reintegrare i liquidi ed i minerali persi con la sudorazione.
Acqua ricca di sali minerali Il residuo fisso è superiore a 1500mg/l.
Si tratta di un’acqua terapeutica, ricca di sali minerali, da bere sotto controllo medico.

pH
Il pH (o concentrazione idrogenionica) è un paramentro che fornisce un’indicazione sullo stato di acidità-neutralità-basicità dell’acqua.
In condizioni di neutralità il pH è pari a 7; pH inferiori di 7 indicano condizioni di acidità (massima a 0), mentre pH superiori a 7 indicano condizioni di basicità (massima a 14).

Il pH delle acque minerali naturali è generalmente compreso tra 6,5 e 8,0 ma in certe acque termali si possono rilevare anche valori inferiori a 5 a causa delle caratteristiche legate alla geologia del territorio; queste acque sono usate a scopo curativo e non sono di interesse per un comune impiego come acque da tavola. Normalmente il pH viene rilevato solo per le acque di distribuzione poichè valori molto bassi possono danneggiare le tubature di distribuzione.

Conducibilità elettrica
La conducibilità elettrica corrisponde ad una costante che aumenta all’aumentare del contenuto di sali. È utile per ottenere una misura, seppur approssimata, del contenuto di sali disciolti in un’acqua minerale: i sali disciolti nell’acqua, infatti, consentono il passaggio della corrente elettrica perché si presentano in forma ionica, cioè dotati di una o più cariche elettriche. Si esprime in micro Siemens al centimetro (µS/cm). Un’acqua molto “pura” (come quella distillata) presenta una conducibilità elettrica molto bassa. Una maggiore quantità di elettroliti significa alta concentrazione di minerali, valori bassi (sotto 100µ S/cm) sono tipici, invece, di acque povere di sali come le oligominerali. La misura della conducibilità elettrica costituisce un metodo indiretto, seppur approssimato, per ricavare il residuo fisso di un’acqua.

Durezza
La durezza è un parametro chimico legato al contenuto in sali alcalino-terrosi, in particolare di calcio e magnesio. Si esprime in gradi francesi (°F); non esiste un valore limite né per le acque minerali, né le acque potabili, ma più questo valore è alto e più l’acqua è considerata calcarea. Una durezza media o elevata potrà determinare variazione nel gusto dell’acqua, ma non problemi sanitari.

A tal proposito si definiscono:

Acque molli o dolci  Durezza totale (DT) inferiore a 14 gradi francesi (°F)
Acque di media durezza DT compreso tra 14 e 28°F
Acque dure DT superiore a 28°F

Sali minerali
I sali minerali, sono ritenuti essenziali per il funzionamento e per l’accrescimento del nostro organismo. Si tratta di sostanze inorganiche non energetiche che svolgono numerose funzioni di controllo, regolazione e struttura.
Con il termine “minerali” si intendono quegli elementi chimici presenti nel residuo minerale dopo la combustione di tessuti organici animali o vegetali.
I componenti principali delle acque minerali possono essere distinti in cationi (ioni carichi positivamente) come calcio, sodio, potassio, magnesio ed anioni (ioni carichi negativamente) come fluoruri, cloruri, solfati, bicarbonato e nitrati.
In base al contenuto di minerali le acque possono essere classificare in:

Acqua contenente bicarbonato Il tenore di bicarbonato è superiore a 600mg/l.
E’ un’acqua indicata nell’ipersecrezione gastrica e nelle patologie renali.
Acqua solfata Il contenuto di solfati è superiore a 200mg/l.
E’ un’acqua lievemente lassativa ed è quindi indicata nelle malattie dell’apparato digerente e delle vie biliari; gastriti croniche aspecifiche, colon irritabile, stipsi cronica semplice, litiasi epatica, discinesi delle vie biliari.
Acqua clorurata Il tenore di cloruro è superiore a 200mg/l.
E’ un’acqua con azione equilibratrice dell’intestino, delle vie biliari, del fegato; ha inoltre un’azione di tipo lassativo e purgativo.
Acqua calcica Il tenore di calcio è superiore a 150mg/l.
E’ un’acqua che agisce a livello dello stomaco e del fegato.
Acqua magnesiaca Se il contenuto di magnesio è superiore a 50mg/l.
E’ un’acqua che svolge prevalentemente un’azione purgativa, ma trova anche indicazioni nella prevenzione dell’arteriosclerosi.
Acqua fluorata o contenente fluoro Se la presenza di fluoro è superiore ad 1 mg/l.
E’ un’acqua utile per rinforzare la struttura dei denti e per la prevenzione della carie dentale.
Acqua ferrugionosa o contenente ferro Il tenore di ferro bivalente è superiore a 1mg/ml.
E’ un’acqua indicata nelle anemie da carenza di ferro.
Acqua acidula Con un tenore di anidride carbonica libera superiore a 250mg/l.
E’ un’acqua che facilita la digestione.
Acqua sodica Con un tenore di sodio superiore a 200mg/ml.
E’ un’acqua in grado di influenzare positivamente l’eccitabilità neuro-muscolare; è indicata in stati di carenza specifiche e nell’attività sportiva.
Acqua a basso contenuto di sodio Se il tenore di sodio è inferiore a 20mg/l.
E’ un’acqua indicata nelle diete povere di sodio, nella crescita e prevenzione dell’osteoporosi e dell’ipertensione.

Nitrati e Nitriti
I nitrati sono presenti nelle acque sia naturalmente che conseguenza dell’uso di fertilizzanti. La loro presenza a concentrazioni notevoli segnala una compromissione della risorsa idrica.
Hanno un limite nelle minerali di 45 mg/L che si abbassa nelle acque destinate all’infanzia fino a 10 mg/L.
I nitriti sono indice di una contaminazione recente o in atto. Derivanti da ammoniaca ridotta da batteri nitrosanti in nitriti (acido nitroso), il valore limite di tale parametro risulta essere di 0,02mg/L.

Elementi in traccia
Sono gli elementi presenti in minime quantità come litio, bario, stronzio (sempre presenti nelle acque naturali) e metalli pesanti come piombo, cadmio, nichel, mercurio. Alcuni di questi elementi risultano essenziali all’organismo umano, altri se ingeriti in elevata quantità, possono risultare tossici.
Tali elementi vengono analizzati sistematicamente, ma non c’è l’obbligo di riportarli in etichetta e non tutti hanno un valore limite.
Potrebbe essere utile un’eventuale indicazione di tutti gli elementi presenti in traccia nell’acqua su etichetta accompagnata dai rispettivi valori della concentrazione per capire quanto tali quantità si trovino al di sotto dei valori limite.

Articolo scritto dalla Dott.ssa Anna Delli Paoli

Approfondimenti:
Nella colonna acque potabili D.lgs 31/2001, si riportano i limiti previsti dalla legge per alcune sostanze che riconoscono in una contaminazione agricola o industriale la loro fonte principale. Si tratta di sostanze che in misura modesta possono essere riscontrate naturalmente nelle acque potabili, e che principalmente derivano da inquinamenti di vario tipo. Alcuni hanno una documentata tossicità, altri, pur non provocando effetti tossici, rendono l’acqua sgradevole o inutilizzabile.
Nella colonna acque minerali si riportano i parametri in cui limite massimo ammissibili è determinato dal D.M. del 29/12/2003.
Tali parametri si riferiscono a sostanze di origine naturale che non devono derivare da una eventuale contaminazione della fonte.

Principali
contaminanti
Unità
di misura
Acque potabili
(D.lgs 31/2001)
Acque minerali
(D.M. del 29/12/03) *
Limite massimo ammissibile
Alluminio mg/L 0,2
Antimonio μg/L
5
5
Antiparassitari –
totale
μg/L 0,5
Argento μg/L
Arsenico (AS totale) μg/L 10
10
Bario mg/L 1
Benzene μg/L 1
Benzo(a)pirene μg/L   0,01
Boro
mg/L 1
5
Cadmio μg/L 5
3
Cianuro μg/L 50 10
Comp. organo-alogenati μg/L 30
Cromo μg/L 50
50
Fenoli μg/L
Ferro μg/L 200
Idrocarburi μg/L 0,1
Manganese μg/L 50
Mercurio μg/L 1
Nichel μg/L 20 20
Nitrati mg/L 50 45
(10 mg/L per acque destinate all’infanzia)
Nitriti mg/L 0,50 0,02
Fluoruri mg/L 5,0
(1,5 mg/L per acque destinate all’infanzia)
Piombo μg/L 10
50
Rame mg/L 1 1
Selenio μg/L 10 10
Tri+tetracloroetilene μg/L 10
Tensioattivi Anionici μg/L
Vanadio μg/L
50
Zinco μg/L

* Attuazione della Direttiva n.2003/40/CE della Commissione Europea nella parte relativa ai criteri di valutazione delle caratteristiche delle acque minerali naturali.

Link:

D.lgs 31/2001 http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/01031dl.htm
D.M. del 29/12/03 http://www.gazzettaufficiale.it
Direttiva 2003/40/CE http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=uriserv:co0008

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Bibliografia:
1. Carlo Signorelli, Igiene-Epidemiologia Sanità Pubblica, Società Editrice Universo, 2009
Sitografia:  
2. www.arpa.emr.it
3. www.sviluppoeconomico.gov.it
4. www.eur-lex.europa.eu/homepage.html
5. www.gazzettaufficiale.it
5. www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/acqua/acque-ad-uso-umano/ac_mi_etichetta.htm