Nascita della pallacanestro

Articolo scritto dalla Prof.ssa Silvia Lolli

E’ uno splendido sport di squadra ormai giocato in tutto il mondo. In Italia è arrivato dopo la prima guerra mondiale, ma il vero boom da noi c’è stato dopo la seconda.
E’ oggi uno sport fra i più seguiti, anche se in Italia lo sport più praticato è ancora il calcio; solo in alcune zone ha una più ampia diffusione. Nelle statistiche ISTAT CONI (elaborazioni del 2014) sulla pratica sportiva il basket si trova al terzo posto, dopo il calcio e la pallavolo.

La pallacanestro, che in Italia fu chiamata inizialmente palla al cesto da una semplice traduzione dall’inglese, si definisce “atletica giocata”. La locuzione può raccontare bene che cosa è il basket: c’è un’atleta che gioca con una palla e cerca di passarla ad altri per tirarla dentro una retina. Essa era un cesto di frutta adibito alla raccolta delle pesche, da qui basket in inglese, cesto. Rispetto all’atletica è dunque un gioco di squadra. Sappiamo che l’atletica, con le sue discipline fa apprendere i gesti dei movimenti di base o naturali, correre, saltare, lanciare…; l’atletica costituisce la base per la performance di tutti gli sport.
Il basket però racchiude in sé molti gesti che sono importanti nelle discipline atletiche: la corsa, soprattutto veloce, ma anche di resistenza, i lanci, che qui si chiamano passaggi o tiri e salti.

La nascita di questo sport è avvenuta nell’anno 1891 per mantenere allenati diciotto studenti irrequieti di una classe del college di Kansas a Springfield in Massachussets da parte del Prof. James Naismith, su richiesta del Dott. Luther H. Gulik, capo del dipartimento di educazione fisica della Young Men’s Christian Association (1).

1. Le conoscenze contenute in questa breve esposizione sono tratte anche dai seguenti testi:
F. Ferrero, G. Sabelli Fioretti (1964), Pallacanestro, Sperling&Kupfer edit. Mi;
R. Perini (1975), Pallacanestro, soc. Coop. Comunità di Bussecchio, FO; N.D.Isaac D.Motta (1981),
Basketball Sport Illustrated, Harper&Row Publishers Inc., NY;S. Battente (2015),
La grande guerra come volano di decollo del basket in Italia, in: “Lo sport alla Grande Guerra”, Quaderni della Società Italiana di Storia dello Sport, n.4,aprile 2015, SISS Nuova Immagine edit. Siena.

La prima partita, che vedeva di fronte due squadre di nove giocatori, si giocò il 21 dicembre 1891.
In inverno era impossibile continuare ad allenarsi e giocare a baseball e a football all’aperto. Fra l’inizio del campionato di baseball e la fine di quello di football c’era un intervallo di tempo lungo per i diciotto, irrequieti, studenti di una classe del college.
Gulik chiese a Naismith di inventare qualcosa per mantenere in attività fisica gli allievi e rispondere alle loro esigenze psico-fisiche di movimento. Così il professore di educazione fisica, pastore luterano di origine canadese, aiutato da un amico fra i primi giocatori, Frank Mahan, cominciò a sperimentare il nuovo gioco. Sarà Mahan stesso a dare il nome al gioco: dopo aver proposto “Naismith ball”, rifiutato dal suo insegnante, decide per basket-ball.

Ci ricorda Perini, “La pallacanestro è l’unico sport inventato a tavolino, con i suoi bravi esperimenti ed è proprio per questo che si può definire il più scientifico…”.

Effettivamente il basket è un gioco nato dalle esigenze didattiche di un professore di college. Alcuni autori spiegano che Naismith in varie parti si ispira alle regole di un altro sport giocato nei paesi nordici europei (nei paesi scandinavi e in quelli di lingua tedesca): il korb-ball. Comunque il docente revisiona i regolamenti di molti sport: football, rugby, soccer, water polo, field hockey oltre al suo sport favorito, il lacrosse. Non dimentichiamo le sue origini canadesi; il Canada era un paese francofono, certamente si praticavano i giochi in voga in Francia e il lacrosse nell’Ottocento era tra i più conosciuti.

Naismith riuscì a creare qualcosa di nuovo allo scopo di dare risposta ai bisogni degli studenti, ricorda:I miei superiori mi pregarono di trovare qualche cosa che ricreasse gli allievi durante la cattiva stagione. Ricordo ancora le uggiose serate del dicembre 1891, quando mi torturavo il cervello per trovare appunto qualche cosa. La notte elaboravo un’idea che all’indomani, all’atto pratico, si rivelava insufficiente. Alla fine trovai e nello spazio di una notte tracciai le tredici regole fondamentali”. Isaac e Motta scrivono che Naismith già prima di lasciare Montréal aveva fatto praticare un’attività di atletica in palestra un po’ diversa, utilizzando la palla, leggera e larga; lo scopo era: interessarli e motivarli di più.

Solo poche regole costituirono la base del nuovo sport che in poco tempo divenne popolare non solo negli USA, ma anche in Europa e presto nel mondo.
Dodici delle prime regole sono ancora presenti in un regolamento del 1937, scritto su un bollettino dello Springfield College. Rileggiamo le prime, del 1891 che furono battute a macchine e attualmente sono custodite nel Museo del Basket di Springfield:

1. La palla può essere lanciata in ogni direzione con una o due mani
2. La palla può essere battuta o colpita con una o due mani (mai di pugno)
3. Un giocatore non può correre con la palla, ma deve batterla continuamente a terra
4. La palla deve essere tenuta con le mani (il braccio o il corpo non devono servire a tenerla)
5. Non si può spingere, cinturare, caricare o sgambettare l’avversario. La prima infrazione di questa regola viene contata come fallo, per la seconda il giocatore sarà espulso dalla partita sino a che l’avversario non segni un canestro. Se è evidente l’intenzionalità del fallo per far male, il giocatore sarà espulso per tutta la durata della partita e non sarà permessa nessuna sostituzione
6. Colpire la palla di pugno è fallo
7. Tre falli commessi saranno un punto per l’avversario
8. Si conterà una segnatura quando il pallone tirato a canestro, vi rimarrà dentro
9. Per la rimessa di lato, il giocatore ha cinque secondi di tempo a disposizione; se passa tale tempo, la rimessa sarà effettuata dalla squadra avversaria
10. L’arbitro tiene conto dei falli dei giocatori e può espellere in base alla regola 5), ultimo capoverso
11. L’arbitro deciderà sulla validità del gioco, della palla, delle segnature
12. I tempi di gioco saranno due, di quindici minuti ciascuno, con cinque minuti di intervallo
13. Vince la squadra che segna più punti. In caso di parità, la partita sarà continuata sino alla segnatura

Sono regole che non determinano tutte le fasi di gioco come oggi; sono gli arbitri che hanno l’ultima parola. Del resto nel gioco libero le regole sono decise al momento dagli stessi giocatori; qui c’è un arbitro che decide e si mette così in luce il valore educativo di questo nuovo gioco che diventerà presto uno sport tra i più popolari nel mondo.
Con queste poche regole cominciò l’ascesa del basket; le regole si sono mantenute nel tempo, anche se si sono via via adattate alle evoluzioni del gioco e un po’ alle esigenze di spettacolo, meno a quelle televisive come per esempio è successo per altri sport.

Nel 1892 Naismith comprese che non era possibile far giocare in una palestra diciotto giocatori contemporaneamente, quindi il numero si abbassò dapprima a quattordici (sette per squadra), poi al definitivo dieci (cinque per squadra), ammettendo le sostituzioni durante il gioco stesso.
La rapida ascesa di questo nuovo sport si comprende da questo breve elenco: durante le vacanze di Natale del 1891 gli studenti di Naismith diventano subito suoi testimonials, introducendolo nelle loro città natali. Da lì si estese e cominciarono i primi campionati dei colleges grazie all’YMCA (Young Men’s Christian Association).
Dal 1897 si organizza il campionato nazionale americano e l’anno successivo a Parigi si presenta la prima esibizione europea; qui la pallacanestro si sviluppa grazie a Rideout, insegnante di educazione fisica.
Le truppe americane lo introducono nelle Filippine nel 1900 e a Manila, nel 1913, si disputa il primo campionato internazionale dell’Estremo Oriente, vinto dalle Filippine sulla Cina.

Negli stessi anni arriva il basket anche in Italia. La sua prima divulgazione non avviene attraverso le truppe americane, bensì grazie all’insegnante della “Mens Sana in Corpore Sano” di Siena, Ida Noemi Pesciolini. Lo introduce alle sue allieve nel 1906, dopo aver tradotto dall’inglese le “regole del gioco ginnastico per giovinette”. Secondo Battente è un gioco che: “…rientrava nelle attività ginniche ritenute idonee per l’educazione della donna, importante in un’ottica di sport come profilassi per l’igiene e la salute, tipiche del modello borghese elitario ottocentesco”.
La traduzione dall’inglese di uno sport porta a queste riflessioni, tuttavia si può pensare alla nuova proposta con l’idea educativa (specifica anche per lo sviluppo di alcuni sport inglesi), che del resto è stata fin dall’inizio l’obiettivo primario del basket.

Le società di ginnastica, come lo era la “Mens Sana in Corpore Sano”, si erano sviluppate in Italia dalla seconda metà dell’Ottocento sulla falsariga della ginnastica educativa delle scuole europee: la prima fu quella di Obermann a Torino seguita a breve distanza da quelle di Baumann a Bologna e di Reyer a Venezia. L’idea nuova, promossa dalla Pesciolini fu quella di far praticare, anche alle donne, un’attività ludica per la loro salute; si praticavano per lo più esercizi callistenici, di ginnastica a corpo libero o con piccoli attrezzi.
La pallacanestro esordisce in Italia nel maggio del 1907 al concorso ginnico di Venezia dove, per la prima volta, una squadra femminile gioca una partita.

Con la fine della prima guerra mondiale avviene il definitivo sviluppo di questa nuova disciplina sportiva, fra i soldati italiani attraverso istruttori americani e il prof. Graziani lo diffonde nelle caserme; nel 1919 alla villa Reale di Monza si disputa la prima partita ufficiale fra una squadra della II Compagnia Automobilisti e una formazione studentesca dell’Istituto milanese “Cavalli e Conti”. Intanto negli USA si era stabilito un regolamento di gioco uniforme. All’inizio degli anni Venti il giornalista Balestrieri traduce dall’inglese il primo manuale di basket scritto da Gulik che era uno stretto collaboratore di Naismith.

Nel 1921 a Milano si approva lo Statuto della Federazione Italiana BasketBall, nel 1926 fu appunto chiamata Palla al Cesto (la storia ci dice che nel periodo autarchico si dovevano tradurre tutte le parole straniere in lingua italiana) e nel 1930, quando la sede viene spostata a Roma, si istituisce la FIP (Federazione Italiana Pallacanestro).
A livello internazionale il basket è ammesso, dopo la decisione del Comitato Internazionale Olimpico del 1935, alle Olimpiadi di Berlino del 1936. Vi partecipano 23 squadre di tutto il mondo. Ovviamente gli USA, inaugurando una tradizione che durerà quasi in tutte le Olimpiadi, vincono.

Prima della definitiva ammissione ci furono partite dimostrative sia a S. Louis (1904), sia a Parigi (1924); qui partecipano già al torneo tre squadre: americana, inglese e italiana. Non fu possibile ammettere il basket né all’Olimpiade di Amsterdam, né a quella di Los Angeles, dove però si posero le basi per il torneo di Berlino del 1936.
Nei primi anni del Novecento lo sviluppo del basket fu veramente impressionante, nonostante la I guerra mondiale e l’esclusione dalle Olimpiadi.

Articolo scritto dalla Prof.ssa Silvia Lolli
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