Storia della pallacanestro

Articolo scritto dalla Prof.ssa Silvia Lolli

Il basket fu esportato dai soldati, poi dalle squadre americane, in tutto il mondo. Il regolamento, dopo i primi anni, subì alcune trasformazioni, ma negli USA si raggiunse dal 1915 un accordo per un’unica regolamentazione. Così la diffusione del gioco avvenne più facilmente.

Il basket in Europa esplose con la Seconda guerra mondiale, anche se in alcuni paesi (Inghilterra, Francia, Italia) si conosceva già, sia per la diffusione attraverso gli istruttori americani tra i soldati alla fine della Prima guerra, sia per le contaminazioni culturali ed educative. Ricordiamo che in Italia una prima partita, fra l’altro femminile, fu giocata a Venezia agli inizi del Novecento; le prime partite maschili di cui si ha notizia invece si disputarono nei dintorni di Milano; nel 1919 si giocò la prima alla villa Reale di Monza fra una squadra della II compagnia Automobilisti e una squadra studentesca dell’Istituto “Cavalli e Conti”.

Sempre nello stesso anno a Joinville-Le-Pont si disputarono i giochi militari Interalleati e l’Italia e la Francia presentarono una squadra che giocò contro gli Stati Uniti. La nostra squadra riuscì a vincere sulla Francia.
Da questi esordi ricordiamo si sviluppò la Federazione Italiana di Basket-Ball fondata nel 1921 a Milano; nel 1926 si chiamò Federazione Palla al Cesto e solo nel 1930, anno in cui venne trasferita a Roma, assunse l’attuale denominazione di Federazione Italiana Pallacanestro.

L’Italia si presentò alle Olimpiade di Parigi quando il basket fu giocato ancora in un torneo dimostrativo e giunse seconda dopo gli statunitensi e prima della squadra inglese. Dopo l’esordio alle Olimpiadi del 1904 a St. Louis giocato solo come esibizione della squadra americana, anche nel 1928 ad Amsterdam e a Los Angeles questo sport non venne promosso fra gli sport olimpici; qui però si posero le basi per farlo ammettere alle Olimpiadi di Berlino del 1936.

Possiamo riassumere le tappe dell’espansione del basket negli anni Trenta, prima della seconda guerra mondiale, attraverso alcuni eventi, ricordati da Ferrero e Sabelli Fioretti (vedi bibliografia).

Nel 1930: si disputa a Nizza il torneo per il primo titolo europeo femminile che vede la Francia primeggiare contro l’Italia.

Nel 1932: prima conferenza internazionale con la partecipazione di otto nazioni: Argentina, Cecoslovacchia, Grecia, Italia, Lettonia, Portogallo, Romania e Svizzera. Si fonda la Federazione Internazionale (FIBBA) con sede a Roma il cui presidente è uno svizzero Léon Bouffard e il segretario R. William Jones.

Nel 1933: a Torino si organizzano i primi giochi Mondiali Universitari e la pallacanestro è inclusa nel programma; in campo maschile la vittoria è italiana sulla Lettonia, Estonia, Ungheria e Francia. In campo femminile la Lettonia vince sull’Italia.

Nel 1934: l’International Hand-Ball Federation statunitense, organizzazione che qui disciplina il basket-ball, riconosce la FIBBA e vi aderisce. Sempre nel 1934 si disputano i IV Giochi Mondiali Femminili a Londra; il torneo è vinto dala Francia sulla Polonia e sul Canada.

Nel 1935: a Ginevra si disputa il primo campionato europeo che è vinto dalla Lettonia. L’Italia si classifica settima ed è superata dalla Svizzera e dalla Francia. I Giochi Mondiali Universitari vedono primeggiare la squadra polacca. Nello stesso anno a Rio de Janeiro si gioca il primo campionato del Sud America. Gli eventi ricordati sono disputati a livello maschile. A livello internazionale, al congresso del Comitato Internazionale Olimpico Oslo nel 1935, grazie alla spinta dell’allenatore del Kansas Phog Allen si decise di inserire il basket alle Olimpiadi di Berlino del 1936.

Nel 1936: Olimpiade di Berlino. Si iscrissero più di 20 squadre nazionali (22 da fonte Sport Illustrated, 23 da altre fonti); buono il risultato della squadra italiana che raggiunse il settimo posto. Le premiazioni furono assegnate all’inventore del gioco, il Prof. Naismith, che dovette però fruire di una sottoscrizione popolare negli Stati Uniti per poter partecipare all’evento. Morirà tre anni dopo nel 1939. Nel 1936 più di cento nazioni erano rappresentate nella federazione internazionale (FIBA).
A Berlino si capì che sarebbero stati gli atleti di statura alta ad avere la supremazia in questo gioco; così per alcuni anni si propose di avere due categorie di squadre, secondo la statura degli atleti (sino a mt. 1,90 e da questa misura a oltre). Ovviamente diventava impossibile gestire tale idea, che probabilmente risentiva anche del clima politico di quegli anni, quindi fu abbandonata.
Oggi risulta un’idea veramente assurda, perché possiamo vedere giocatori con caratteristiche antropometriche non eccellenti, ma che hanno qualità fisico-motorie talmente specifiche ed eccellenti che riescono, pur con basse stature, a primeggiare contro atleti molto alti. Molto spesso sono appunto gli atleti di colore ad avere quelle caratteristiche di esplosività e quindi di velocità più adatte al gioco del basket così da inficiare l’idea razzista di quegli anni. Ricordiamo infatti che proprio alle Olimpiadi di Berlino Jesse Owens diede una dimostrazione della supremazia atletica degli atleti neri a Hitler!

Ferretti e Sabelli Fioretti citano altri eventi importanti che contribuirono a promuovere questo sport negli anni precedenti la seconda guerra mondiale; li stralciano dall’”Agendina della Pallacanestro“, manualetto statistico redatto da Martino Vighi ed edito dalla FIP.

Nel 1937: a Riga si disputa la seconda edizione dei Campionati d’Europa che sono vinti dalla Lituania. L’Italia, in finale, arriva, per un solo punto, seconda; il punteggio finale riflette ancora la scarsa capacità delle squadre di fare canestro: 24-23! Del resto fino a dopo la seconda guerra mondiale possiamo dire che la pallacanestro è ancora nella sua fase epica. Il professionismo sportivo comincia a prendere piede negli USA, ma non esiste nel resto del mondo se non per alcuni sport, come il pugilato. Nello stesso anno si disputano i Giochi Mondiali Universitari e la vittoria va alla Polonia.

Nel 1938: a Roma si organizza il primo campionato femminile sotto l’egida della FIBBA. Successo clamoroso per le cestiste azzurre. Nello stesso anno il campionato nazionale italiano aveva adottato per la prima volta la formula a girone unico. 

Nel 1939: lo stesso anno dell’invasione della Polonia da parte di Hitler muore Naismith. Lascia in eredità il nuovo sport che, seppur ancora giocato in molti paesi in modo dilettantistico e pionieristico, ha già parecchi sostenitori e una sufficiente organizzazione internazionale.
Inoltre sempre nel 1939 a Kaunas in Lituania si svolgono i terzi campionati d’Europa maschili, vinti dalla squadra ospitante. A Vienna i Giochi Mondiali Universitari vedono la squadra italiana primeggiare.  
Questo risultato conferma a distanza di tre anni da Berlino l’evoluzione in Italia della pallacanestro. Sappiamo che il fascismo diede allo sport un’importanza notevole, soprattutto dopo l’avvento di Renato Ricci successivamente sostituito da Achille Starace divenuto presidente del CONI, anche se i risultati delle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 non furono troppo esaltanti per un regime dittatoriale che aveva dato allo sport e all’educazione fisica dei giovani l’importanza primaria per la costruzione dell’uomo nuovo.

L’avvento della seconda guerra mondiale ha bloccato l’espansione del basket e dello sport; soprattutto l’Europa che si accingeva a seguire dappresso lo sviluppo sportivo statunitense ha dovuto bloccare lo svolgimento dei vari campionati. Per la verità in Italia il campionato di calcio si è giocato fino alla vigilia del 25 luglio del 1943, ma il basket non ci risulta abbia organizzato i tornei nazionali fra squadre dal 1940, anno di entrata in guerra dell’Italia.
Tuttavia nei primi anni della guerra, fino al momento in cui il territorio italiano non diviene luogo di guerra – 1943, le manifestazioni sportive, soprattutto a livello giovanile e universitario si disputano ancora. Tuttavia molti atleti sono chiamati alle armi.
Ricordiamo di questo periodo il sacrificio di molti atleti italiani che muoiono o in guerra o tra le file partigiane.

Nel 1943: si assiste allo sbandamento dell’esercito italiano: il periodo 25 luglio – 8 settembre è un momento di incertezza di molti italiani che si ritrovano sottomessi all’esercito tedesco e alla sua diramazione, la Repubblica di Salò; Badoglio ed il re inizialmente fanno sperare per un’uscita italiana dalla guerra, ma poi con la fuga del re e la sua abdicazione l’esercito viene lasciato senza ordini e allo sfascio. 
Molti in quei giorni decidono di aggregarsi alle prime formazioni partigiane che si costituiscono in tutta Italia. Tra questi ex soldati vi sono molti atleti che fino a pochi anni prima sono stati osannati nelle varie manifestazioni nazionali ed internazionali che il regime fascista ha promosso e che successivamente saranno fucilati o deportati, come partigiani. 
Tra questi atleti ricordiamo il corridore Manlio Gelsomini, che fu incarcerato a Regina Coeli e poi fucilato alle Fosse Ardeatine a Roma. 

Bibliografia:
1. V. Piccioni(2014), Manlio Gelsomini. Campione partigiano, Edizioni Gruppo Abele, To

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